Timoka Quartet |
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Un linguaggio lirico e originale, che coniuga sperimentazione, ricerca timbrica e gusto per la melodia. Questo è prima di tutto “Timoka”, il nuovo progetto del Walter Beltrami quartet. Il nome cita la città immaginaria in cui è ambientato “Il silenzio”, capolavoro del regista svedese Ingmar Bergman a cui Beltrami dedica l’intero album. E in effetti Bergman è presente nell’intero repertorio del gruppo (tutto originale eccetto “Emotion”, riarrangiamento della melodia composta da Erik Nordgren per “Il posto delle fragole”), ma più come l’eco lontana di un’intima conversazione: con il grande cineasta Beltrami mostra una prossimità fatta soprattutto di sensibilità vicine, che nel chitarrista si traduce in un elegante lavoro di ricerca del suono, di maestria nell’uso degli spazi e dei silenzi. Le infinite rifrazioni della luce nei bianchi e neri di Bergman e il suo largo uso dei primissimi piani nel disco diventano gusto per i dettagli, tensioni sonore a volte insopportabili. E del resto Beltrami, al suo terzo disco da leader e già fattosi notare dalla critica internazionale per l’originalità della scrittura (specialmente con il recente “Piccoli numeri”, pubblicato da CAM Jazz), con “Timoka” raggiunge una maturità stilistica e un’estetica estremamente intense e personali. L’innato lirismo delle sue melodie trova la massima valorizzazione nell’interpretazione di questo quartetto, in cui l’uso anticonvenzionale della chitarra, più impegnata a dare il giusto colore alle tessiture armoniche dei temi che lanciata in virtuosismi muscolari ed esibiti, dialoga in maniera perfetta con i gemiti dei fiati di un dirompente Bearzatti, dando vita a un progetto che, come pochi, fatica a essere ingabbiato nei troppo netti confini di una classificazione di genere. Tracce di sonorità più jazz si alternano a momenti di grandissima energia, ballad dense e struggenti cedono il posto a ispirate atmosfere oniriche; ma qualsiasi riferimento musicale è solo una citazione nell’idioma di Beltrami, che sintetizza le molteplici influenze della propria formazione in un linguaggio decisamente nuovo e personale. Ed è l’intero quartetto a navigare sulla stessa lunghezza d’onda della creatività e dell’inventiva: al grande interplay tra i due solisti si unisce una sezione ritmica solida ed estremamente creativa, affidata ai due consueti compagni di viaggio di Beltrami, Roberto Bordiga al contrabbasso ed Emanuele Maniscalco alla batteria. Per tutti, una raffinata ed estrema ricerca sonora, un’esplorazione timbrica a tutto tondo di ciascuno strumento, che non è però mai aridamente fine a se stessa, ma sempre al servizio della musica e della melodia. E’ un movimento che porta verso il profondo quello che rapisce durante i concerti e l’ascolto dell’omonimo disco. Una bella conferma del talento poetico visionario e sofisticato di questo giovane autore, valorizzato qui dall’interpretazione impeccabile di un quartetto di grandissima personalità. |
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Walter Beltrami
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chitarre ed elettronica E’ tra i chitarristi e compositori più interessanti e originali del nuovo panorama jazzistico italiano. Il suo disco “Piccoli Numeri”, del 2007, pubblicato da CamJazz gli ha consentito un debutto su scala internazionale. Ha studiato performance e jazz composition al Berklee College of Music di Boston con Mick Goodrick, John Damian, Ed Tomassi e Dave Santoro per poi diplomarsi in performance a pieni voti alla Musikhochschule di Lucerna, studiando con Frank Moebus, Kurt Rosenwinkel e Christy Doran e vincendo una borsa di studio per partecipare al 17th IASJ Meeting diretto da Dave Liebman. Nel 2003 ha vinto con il suo trio il Premio Incroci Sonori Jazz al Moncalieri Jazz Festival e registrato il suo primo disco. Nel 2004 ha vinto il premio Luca Flores come miglior solista a Barga Jazz ed è stato tra gli 8 finalisti al mondo alla First Gibson Montreux Jazz Guitar Competition al Festival di Montreux. Ha suonato con Claudio Puntin, Kurt Rosenwinkel, Walter Thompson, Francesco Bearzatti, Markku Ounaskari, Rainer Tempel, Daniel Kinzelman, Francesco Bigoni, Moritz Eggert, Giovanni Guidi, Claudio Filippini, Danilo Gallo e molti altri. Si è esibito in jazz club e teatri in Italia, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Austria e Spagna. |
Francesco Bearzatti
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sax e clarinetto Attirato irresistibilmente dai processi musicali liberi e mutevoli, Francesco Bearzatti ha trascorso l’infanzia nella provincia friulana. Con i coetanei ha condiviso i primi amori musicali, ascolti da rockettaro vero: Led Zeppelin, Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramones, Sex Pistols e tutti gli altri. Diplomato in clarinetto al conservatorio di Udine, Francesco approfondisce gli studi a New York, dove ha modo di incontrare anche George Coleman. Ha inciso un’infinità di dischi come sideman e diversi da leader. Oltre al recente "Tinissima", registrato con il Tinissima Quartet e accolto con grandissimo successo da pubblico e critica, Francesco firma anche “Virus” e “Hope” per l’Auand, entrambi a nome del Bizart Trio con Emmanuel Bex e Aldo Romano (e nel secondo partecipa anche Enrico Rava). Prende parte ai dischi di Gianluca Petrella per la Blue Note. E’ autore di un progetto in solitario su Duke Ellington, intitolato "Duke Ellington Sounds of Love" che sarà a breve disponibile anche su cd per la Parco della Musica Records. E’ inoltre tra i protagonisti del progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Fabrizio Bosso, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, uscito in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis. Dopo averlo ottenuto nel 2003 come Miglior Nuovo Talento, nel Gennaio 2010 Francesco ha vinto il Top Jazz come Miglior Strumentista, sezione "ance". |
Markku Ounaskari
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batteria Uno dei batteristi finlandesi più affidabili e versatili, Markku Ounaskari ha studiato jazz alla famosa Sibelius Academy. Contemporaneamente all'inizio della carriera accademica, Markku inizia a farsi notare nella jazz pool finlandese, registrando e collaborando con i principali musicisti locali tra cui i leggendari Piirpauke e Pekka Pohjola Group, Esa Pietilä Band e Jarmo Savolainen. Nel 1999 inizia a lavorare con progetti internazionali, tra cui Eric Vloeimans Band, Sinikka Langeland, Fredrik Nordstrom&Niklas Winter Band. Ha suonato con alcune delle leggende viventi del jazz come Lee Konitz, Rick Margitza, Tim Hagans, Tomasz Stanko, Kenny Wheeler, Ron Mc Clure, Ray Anderson, Ed Jones, Marc Ducret, Anders Jormin, Arve Henriksen, Trigve Seim e molti altri. Ha inciso più di 30 dischi con etichette importanti, tra cui ECM, e al momento suona come membro stabile in 10 formazioni sia in Finlandia che all'estero. |
Roberto Bordiga
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contrabbasso Inizia la sua carriera musicale come trombettista ma si innamora presto del contrabbasso, che diventerà il suo strumento. Si diploma in contrabbasso al CPM di Milano sotto la guida di Paolino Dalla Porta. Nel 2005 frequenta i seminari di Siena Jazz dove vince una borsa di studio per meriti artistici e ha la possibilità di suonare con Stefano Battaglia, Enrico Rava, Franco D’Andrea, Achille Succi e Eugenio Colombo. Si è esibito in molti Festival come Clusone Jazz, Jammin in The Garden, Lago Maggiore Jazz, Dreamland, Jazz on the road, Moncalieri Jazz, Siena Jazz, Metro Jazz Zone, Barga Jazz e altri. Ha suonato con Francesco Bearzatti, Stefano Battaglia, Dan Kinzelman, Giovanni Guidi, Walter Beltrami, Emanuele Maniscalco, Francesco Bigoni, Federico Scettri, Cristiano Arcelli, Piero Delle Monache, Achille Succi, Rafael Schilt, Francesco Saiu, Eugenio Colombo, Franco D'Andrea, Fulvio Sigurtà, Andreas Brandis, Valerio Abeni, Roberto Soggetti, Christoph Irniger, Bebo Ferra, Michael Rosen e molti altri. |






